TIVOLI – Rapina alle slot e spari ai carabinieri, bandito condannato a 22 anni e mezzo di galera

22 / 11 / 2019

Sentenza esemplare per l’assalto da 300 mila euro alla “Bet & Slot” di San Cesareo avvenuto il 31 gennaio 2017

Avevano “ripulito” la cassaforte di 300 mila euro ed erano pronti a svignarsela, se non fossero intervenuti i carabinieri. Fu un colpo storico, quello messo a segno nel 2017 ai danni di un’azienda di noleggio di slot machine di San Cesareo culminato con una sparatoria con le forze dell’ordine che alla fine riuscirono a catturare gli autori. Per quell’assalto feroce il Tribunale di Tivoli ha emesso una sentenza altrettanto esemplare. Ieri, giovedì 21 novembre, il 58enne Roberto Viganò è stato condannato a una pena di 22 anni e mezzo di reclusione per 9 capi d’imputazione tra cui tentato omicidio, rapina, sequestro di persona e ricettazione. Il Collegio presieduto da Nicola Di Grazia – a latere i giudici Antonio Ruscito ed Emanuela Maria – sono andati anche oltre la richiesta del pubblico ministero Gabriele Iuzzolino che aveva chiesto per l’imputato una condanna a 22 anni. La rapina fu compiuta verso le ore 19 del 31 gennaio del 2017 in via Iaconelli, alla periferia di San Cesareo. Roberto Viganò entrò in azione insieme a Giorgio Attilia, un rapinatore professionista 64enne del Casilino, e Giorgio Piarulli, 57 anni, anche lui una “vecchia conoscenza” degli archivi di Polizia giudiziaria, e a un quarto uomo che riuscì a dileguarsi nelle campagne della zona industriale di San Cesareo prima dell’arrivo dei carabinieri. Armi in pugno, la banda bloccò un dipendente della “Bet & Slot” e fece irruzione nei locali dell’azienda che si occupa del noleggio e manutenzione di slot machine, quindi ne prese in ostaggio altri. Obiettivo: la cassaforte dove erano custoditi 302.119 euro. A quel punto i rapinatori iniziarono a trasferire i soldi nel portabagagli dell’auto usata per il colpo, ma non si erano accorti di altri due dipendenti nascosti negli uffici che allertarono il 112. Sul posto accorsero una pattuglia del nucleo radiomobile di Palestrina, insieme ai colleghi di San Cesareo, rischiando la vita per sventare il colpo e bloccare i ladri pronti a svignarsela col bottino. I quattro banditi non esitarono ad aprire il fuoco contro i militari che reagirono: auto crivellate dai colpi, grida dei dipendenti della “Bet & Slot” terrorizzati, e spari, fu un conflitto a fuoco senza precedenti nell’hinterland della Capitale e alla fine rimasero feriti Giorgio Attilia alla spalla e Fulvio Piarulli al collo, mentre Roberto Viganò fu arrestato nel tentativo di fuga e il quarto riuscì a dileguarsi nelle campagne. I due feriti furono ricoverati rispettivamente a Palestrina e al Policlinico di Tor Vergata dopodiché sempre al Tribunale di Tivoli patteggiarono condanne a 15 anni di reclusione.